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Greatcontent verso la bancarotta? La fine di un’era

A volte i mestieri scompaiono, scalzati dalle nuove tecnologie e da uno stile di vita in continua evoluzione. Altre volte sono le aziende a perire, incapaci di reinventarsi per far fronte alle nuove frontiere della concorrenza. Non stiamo parlando del copywriter, almeno non ancora, ma delle piattaforme di intermediazione che favoriscono l’incontro tra la domanda e l’offerta di testi, realtà sbocciate a partire dai primi anni 2000 e oggi fortemente minacciate dall’avvento delle IA.

Prima di Natale, ho ricevuto un’email da Greatcontent.

L’email recitava:

La traduzione è la seguente:

Con la presente, desideriamo aggiornarvi sugli ultimi sviluppi di Greatcontent. A causa delle attuali sfide del mercato, la nostra azienda è entrata in stato di insolvenza provvisoria il 6 dicembre 2023. Stiamo collaborando attivamente con potenziali partner strategici per trovare una soluzione sostenibile per il nostro futuro. Questa fase è fondamentale per il nostro sviluppo continuo ed è incentrata sul miglioramento dell’efficienza e della qualità dei nostri servizi. A causa di queste circostanze, siamo spiacenti di informarvi che dobbiamo temporaneamente ridurre la nostra capacità di produzione di testi nel servizio gestito. Tuttavia, la piattaforma continuerà a essere disponibile per gli ordini del mercato come di consueto. Avviso importante: per i servizi completati dal 6 dicembre il pagamento è garantito. È possibile accettare nuovi ordini. Per i lavori completati prima del 6 dicembre che non sono stati ancora pagati, vi preghiamo di contattare il curatore fallimentare provvisorio. In allegato, troverete una lettera del curatore che illustra le implicazioni future. Il vostro sostegno durante questa fase di ristrutturazione è di grande importanza per noi. Siamo determinati e fiduciosi e non vediamo l’ora di lavorare insieme a voi per un futuro sostenibile all’insegna dell’innovazione.

Il vostro team e CEO di Greatcontent,

Bianca Welsch

 

Greatcontent è dunque in bancarotta (che, vi avviso, è un termine obsoleto!)? Sì, Greatcontent è entrata in liquidazione giudiziale, ma questo non significa che la crisi non possa essere superata, con l’aiuto di uno o più volenterosi finanziatori. Il punto è come: come competere in maniera sostenibile con l’Intelligenza Artificiale? Come riacquistare una fetta del mercato che verrà presto occupata dalle macchine? I testi scaturiti dall’intelletto umano sono ancora altamente superiori rispetto a quelli di Chat GPT, ma per quanto tempo saremo in grado di difendere questo primato? E soprattutto: il mercato ha davvero necessità di una qualità così elevata oppure se la caverà benissimo anche con testi (leggermente più) ripetitivi, scarni e prevedibili?

Se avete le risposte… beh, non statevene in silenzio, parlate! 🙂 Se non le avete, qua la mano.

Cosa succede nel frattempo per gli autori che lavorano con Greatcontent? Chi ha consegnato testi prima del 6 dicembre dovrà contattare il curatore per ricevere il pagamento. Chi invece accetta eventuali ordini correnti, verrà regolarmente retribuito. In ogni caso, non si potrà più selezionare il direct debit come forma di pagamento. Come anticipato nella lettera, gli ordini per ora saranno molti di meno, nell’attesa che la situazione migliori, che la piattaforma estingua i debiti e che i clienti ritornino…

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