Quando si parla di Viaggio dell’Eroe, si pensa quasi sempre a Luke Skywalker, Harry Potter o Frodo: protagonisti che affrontano prove, cambiano e alla fine ottengono una vittoria.
Ma il modello di Joseph Campbell non prevede necessariamente un happy ending.
Uno degli esempi più potenti di viaggio dell’eroe tragico è The Wrestler (2008), diretto da Darren Aronofsky e interpretato da Mickey Rourke.
Perché? Perché il protagonista attraversa quasi tutte le tappe del Viaggio dell’Eroe, ma il suo fatal flaw gli impedisce di completare davvero la trasformazione.
Il fatal flaw: il vero nemico di Randy “The Ram”
Ogni grande protagonista possiede una ferita.
Ma spesso possiede anche un fatal flaw: un difetto caratteriale così profondo da sabotare ogni possibilità di cambiamento.
Nel caso di Randy Robinson, il wrestler protagonista del film, il fatal flaw è evidente:
ha bisogno disperatamente dell’approvazione del pubblico. Ha bisogno di recuperare la sua identità di wrestler, perché fuori dal ring, non è nessuno.
Non sa esistere senza essere applaudito.
Fuori dal ring è solo. Nemmeno sua figlia lo accetta.
Dentro il ring si sente vivo. Si sente apprezzato, si sente qualcuno.
Questo bisogno di essere amato diventa la forza che lo spinge… e allo stesso tempo la causa della sua rovina.
Le 12 tappe del Viaggio dell’Eroe
1. Mondo ordinario
Randy è un ex campione ormai dimenticato.
Combatte in piccoli palazzetti, vive in una roulotte e lavora saltuariamente.
2. Chiamata all’avventura
Un grave infarto lo costringe a fermarsi.
Per la prima volta deve immaginare una vita senza wrestling.
3. Rifiuto della chiamata
Accetta solo in apparenza.
Dentro di sé continua a sentirsi un wrestler.
4. Incontro con il mentore
Non esiste un vero mentore.
Nel film questo ruolo è svolto indirettamente da Cassidy e dalla figlia, che gli mostrano la possibilità di una vita diversa.
5. Attraversamento della soglia
Randy prova davvero a cambiare.
Trova un lavoro stabile.
Cerca di ricucire il rapporto con la figlia.
Esce con Cassidy.
6. Prove, alleati e nemici
Scopre quanto sia difficile vivere una vita normale.
Il lavoro lo umilia.
La relazione con la figlia vacilla.
Cassidy ha paura di impegnarsi.
7. Avvicinamento alla caverna più profonda
Arriva il momento della scelta.
Continuare a vivere nell’anonimato…
oppure tornare sul ring.
8. Prova centrale
Capisce una verità dolorosa.
Fuori dal wrestling non sa chi è.
9. Ricompensa
Il pubblico lo acclama ancora.
Sul ring ritrova l’identità che aveva perduto.
È una ricompensa emotiva, ma anche profondamente ingannevole.
10. Via del ritorno
Potrebbe scegliere la famiglia.
Potrebbe scegliere una nuova vita.
Ma torna verso ciò che conosce meglio.
11. Resurrezione
Il match finale rappresenta la sua rinascita…
ma anche il suo sacrificio.
Randy sceglie definitivamente il personaggio invece dell’uomo.
12. Ritorno con l’elisir
Qui il modello si spezza.
L’eroe non torna.
Non porta alcun dono al mondo.
Il suo viaggio termina nel momento stesso in cui rinuncia definitivamente alla possibilità di cambiare.
Perché funziona così bene?
Molti pensano che il Viaggio dell’Eroe racconti una vittoria.
In realtà racconta una trasformazione.
Quella trasformazione può essere positiva…
oppure tragica.
The Wrestler dimostra che un protagonista può attraversare quasi tutte le tappe del viaggio senza superare il proprio fatal flaw.
Ed è proprio questo a renderlo uno dei film più commoventi degli ultimi vent’anni.
Per uno scrittore, è una lezione preziosa: il pubblico non si emoziona perché il protagonista vince, ma perché vede un essere umano combattere contro la parte più fragile di sé. Quando quella battaglia viene persa, il viaggio resta comunque completo. Semplicemente, non è un viaggio verso la salvezza, ma verso la tragedia.
