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Figure retoriche elenco completo, spiegazione ed esempi

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  • Ultima modifica dell'articolo:23 Gennaio 2026
  • Tempo di lettura:8 minuti di lettura

Le figure retoriche sono strumenti stilistici utilizzati per arricchire la comunicazione, trasformando frasi comuni in espressioni memorabili, persuasive ed efficaci.

Conoscere queste tecniche può migliorare la qualità della scrittura, che grazie a esse diventa più coinvolgente, unica e interessante.

In questo articolo, vedremo un elenco completo delle figure retoriche, e forniremo per ognuna una spiegazione chiara corredata di esempi pratici. Ma prima, vediamo più nel dettaglio che cos’è una figura retorica e come è nata.

Cos’è una figura retorica?

Le figure retoriche sono strumenti linguistici utilizzati per arricchire il discorso, sia scritto che parlato. Derivano dalla tradizione della retorica classica e servono a esprimere il proprio pensiero in modo più efficace, evocativo o persuasivo. Sono presenti sia nel linguaggio poetico che in quello letterario e quotidiano.

Classificazione figure retoriche

Le figure retoriche si dividono in varie categorie, tra cui figure di suono, come l’onomatopea; figure di significato, come la metafora; e figure di posizione, come il chiasmo. Le figure di pensiero, invece, coinvolgono il rapporto logico tra idee, come l’antitesi che affianca parole di significato opposto. 

Perché è importante imparare le figure retoriche

Imparare le figure retoriche è fondamentale per potenziare le capacità comunicative. Chi conosce questi strumenti scrive in maniera più originale e coinvolgente. Comprendere e utilizzare le figure retoriche consente di trasmettere emozioni e pensieri in maniera più efficace, sia nel linguaggio letterario che in quello quotidiano.

Elenco di tutte figure retoriche, con spiegazione ed esempi pratici

Ecco un elenco esaustivo di tutte le figure retoriche, corredato di spiegazione ed esempi.

Figure di Significato

Le figure di significato si concentrano sull’aspetto semantico.

  • Metafora: Trasferisce il significato di una parola a un’altra per somiglianza.
    Esempio: “Il mondo è un palcoscenico.”
  • Ossimoro: Accostamento di due parole dal significato opposto.
    Esempio: “Silenzio assordante”.
  • Sinestesia: Accostamento di diverse percezioni sensoriali.
    Esempio: “Un colore caldo”
  • Similitudine: Confronto esplicito tra due elementi.
    Esempio: “Coraggioso come un leone.”
  • Catacresi: Uso improprio di una parola ma necessario per mancanza di un termine adatto.
    Esempio: “La gamba del tavolo”.
  • Ipallage: Attribuzione di una qualità a un termine diverso da quello logico.
    Esempio: “Dormire un sonno inquieto”.
  • Antifrasi: Uso di un termine con significato opposto a quello letterale (più specifica dell’ironia).
    Esempio: Chiamare “genio” chi ha appena fatto un errore.
  • Sineddoche: Usa una parte per indicare il tutto.
    Esempio: “Ho un tetto sulla testa” per dire “ho una casa”.
  • Metonimia: Usare una parola in sostituzione di un’altra collegata alla prima in senso logico.
    Esempio: Ho bevuto un bicchiere (anziché un bicchiere d’acqua)
  • Antonomasia: Sostituire una parola con un’espressione che ne indica la qualità principale o una qualità in generale.
    Esempio: Il Sommo Poeta (Dante Alighieri)

Figure di Posizione o d’Ordine

Nelle figure di posizione, le parole si spostano in maniera logica per giocare con il ritmo della frase.

  • Asindeto: Elencare gli elementi di una proposizione, senza apporre la congiunzione.
    Esempio: Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto (Ariosto).
  • Ellissi: L’omissione di parole nella frase, come nei titoli di giornale.
    Esempio: Trovato cadavere nel fiume.
  • Chiasmo: Disposizione incrociata di elementi.
    Esempio: “Il vento sussurrava, trepidava il cuore.”
  • Anacoluto: Un elemento della frase viene lasciato in sospeso.
    Esempio: “Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro”, da I promessi Sposi.
  • Anafora: Quando si ripete una parte della frase più e più volte, per metterla in risalto.
    Esempio: La poesia di Cecco Angiolieri “S’i fosse foco”.
  • Anastrofe o Inversione: Invertire l’ordine naturale della frase, ovvero mettere il verbo alla fine come nel latino.
    Esempio: Ben contento me ne andai.
  • Enjambement: Collegare l’ultima parola di una frase alla frase successiva.
    Esempio: I versi dell’Infinito di Leopardi, interminati/spazi di là da quella, e sovrumani/silenzi, e profondissima quiete.
  • Polisindeto: Elencare più voci, unendole con una congiunzione ripetuta.
    Esempio: io quello/ infinito silenzio a questa voce/ vo comparando: e mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni, e la presente/e viva, e il suon di lei. (Leopardi)
  • Zeugma: Omettere un elemento della frase, agganciandolo a un altro.
    Esempio: Io sono andato a mettere benzina, mamma (è rimasta) a casa a cucinare.
  • Climax: Un elenco di azioni in ordine di intensità crescente.
    Esempio: Lo toccò, lo colpì, lo disintegrò.
  • Anticlimax: Il contrario del climax, spesso dal senso ironico.
    Esempio: Combatté per la gloria, per l’onore, per un panino.
  • Iperbato: Separazione di due termini che per logica dovrebbero stare insieme.
    Esempio: Girò il caffè con il cucchiaino, caldo e fumante.
  • Parallelismo: Ripetizione di una struttura sintattica.
    Esempio: Chi semina amore, raccoglie armonia; chi semina odio raccoglie tempesta.

Figure Foniche

Le figure foniche modellano il suono prodotto dalle parole.

  • Allitterazione: Ripetizione di suoni consonantici.
    Esempio: “Sotto la stella stellata.”,
  • Apocope: Troncamento di una parola.
    Esempio: Un “bel” giorno; Man Mano.
  • Assonanza: Mette insieme parole che finiscono con la stessa sequenza di vocali, ma consonanti diverse.
    Esempio: Le classiche rime delle filastrocche: partita/fiorita, andare/votare ecc.
  • Consonanza: Il contrario dell’assonanza, in questo caso le consonanti sono le stesse e sono le vocali a cambiare.
    Esempio: Estate/Partite
  • Onomatopea: Imitazione dei suoni con le parole.
    Esempio: Brum, Brum (automobile)
  • Paronomasia: Accostamento di parole che suonano in maniera simile.
    Esempio: In tutti i luoghi, in tutti i laghi.
  • Rima: Accostare termini che hanno un suono simile nelle ultime sillabe.
    Esempio: Mare/Amare
  • Cacofonia: Accostamento di termini che suonano male.
    Esempio: A me mi.
  • Tautofonia: Ripetizione di termini.
    Esempio: Vivi la vita.

Figure di Pensiero

Passano da un significato letterale a uno figurato.

  • Anafora: Ripetizione di parole all’inizio di versi successivi.
    Esempio: “Milioni di scale, e mai un saluto.”
  • Allegoria: Una metafora che continua per tutto il resto della narrazione.
    Esempio: La Divina Commedia.
  • Personificazione: Dare a una cosa inanimata lo status di persona ed eventualmente rivolgersi a essa con la lettera maiuscola.
    Esempio: Il Destino volle separarci.
  • La perifrasi: Un giro di parole per esprimerne una sola.
    Esempio: Il Bel Paese.
  • L’eufemismo: Un espressione che sostituisce un concetto molto più crudo.
    Esempio: Se n’è andato (per dire “è morto”)
  • L’Ironia: Dire una cosa ma intendere l’esatto contrario.
    Esempio: Mi hai fatto morire dal ridere (detto con voce serissima)
  • L’Iperbole: una vera esagerazione.
    Esempio: Ti ha salutato tutto il mondo ieri
  • La Litote: Il contrario dell’Iperbole, dove un concetto negativo viene attenuato.
    Esempio: Non ho reagito molto bene (Ho reagito malissimo)
  • La Prosopopea: Qui, a un concetto astratto viene attribuita una personalità, un’identità.
    Esempio: La Patria, la Gloria.
  • L’Apostrofe: Il narratore si rivolge a un soggetto terzo, diverso dal lettore.
    Esempio: Povera te, Italia!
  • Antitesi: Accostamento di significati opposti.
    Esempio: Odio e amore.
  • Paradosso: Affermazione logicamente contradditoria.
    Esempio: Per volare devi precipitare.
  • Reticenza: Frase volutamente lasciata a metà.
    Esempio: Se ti prendo…

Si stima che la lingua italiana includa oltre 300 figure retoriche! Per fare qualche esercizio, imparare a usare le figure retoriche e saperne di più puoi leggere un libro dedicato all’argomento

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