Creare descrizioni coinvolgenti e utili ai fini della storia – inserendo tutte le informazioni importanti senza annoiare il lettore – non è affatto facile. In narrativa, spesso ci si affida a presupposti comuni (es. “È entrato in un bar,” “Si è seduto in ufficio”), senza spingersi oltre nella descrizione dell’ambiente. Questa tecnica può funzionare, ma nella maggior parte dei casi rende la scena debole e poco memorabile.
Quando il tuo personaggio entra in un luogo (per esempio la cucina del protagonista), se il lettore non ha riferimenti può limitarsi a immaginare uno stereotipo (per esempio, la cucina della sua serie TV preferita), sfruttando le proprie esperienze e la memoria. Il che, spesso, finisce per impoverire l’esperienza di lettura. Per rendere le scene vivide e memorabili, è essenziale padroneggiare due tecniche di descrizione narrativa: Just In Time Exposition (JITE) e Minimum Relevant Exposition (MRE).
Just In Time Exposition (JITE): con gli occhi del protagonista
La tecnica JITE parte da un principio specifico: rivelare informazioni sul mondo (ambientazione, regole, contesto) solo nel momento esatto in cui il lettore ne ha bisogno, esclusivamente per comprendere l’azione in corso.
Questa tecnica evita il “dumping” di informazioni all’inizio della storia o del capitolo, trascinando il lettore direttamente nell’azione. I dettagli non precedono mai l’azione, ma l’accompagnano man mano che la storia prende forma. Con queste descrizioni efficaci e minimaliste, il lettore assorbe i dettagli senza nemmeno rendersene conto, insieme all’esperienza vissuta dal personaggio stesso.
- Esempio:
- Sbagliato: “L’ufficio, costruito interamente in ghiaccio magico che irradiava calore interno per un antico incantesimo, era immenso. Sara entrò e vide la segretaria.” (La descrizione precede l’azione e a ben vedere è del tutto superflua.).
- Descrizione secondo la tecnica JITE: “Sara spinse la porta e si bloccò. L’intera stanza era fatta di ghiaccio, non freddo, ma ardente di un calore interno. Poi vide la segretaria…” (Qui, questo dettaglio viene rivelato solamente nel momento in cui Sara lo percepisce, così il lettore vede il mondo con i suoi occhi e percepisce le stesse emozioni.).
Minimum Relevant Exposition (MRE): scrivere senza annoiare il lettore
La tecnica MRE, si basa su un principio diverso dal precedente: fornire soltanto il minimo indispensabile di dettagli necessari e rilevanti per la scena che si sta svolgendo. In base alla MRE, prima di descrivere un luogo dovresti chiederti sempre se il lettore ha davvero bisogno di quel determinato dettaglio, in quel determinato momento.
- Esempio:
- Scenario: Una donna seduta dietro una scrivania in una stanza di ghiaccio.
- Secondo la tecnica MRE: Descrivi solo il ghiaccio luminoso, la scrivania che sembra “crescere” dal pavimento e la superficie della scrivania che “ondeggia come acqua”.
- Particolari che in questo momento non servono al lettore: La storia del ghiaccio magico, il motivo della scrivania biologica, il nome del materiale esatto. Questi dettagli non sono rilevanti.
Conclusione
Le descrizioni efficaci sono fondamentali in narrativa, ma spesso si tende a esagerare nell’esposizione, o, al contrario, a omettere particolari importanti. Applica queste due tecniche e non potrai che migliorarle!
